La nostra storia
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Le nostre radici, i nostri principi
Siamo da sempre la Banca del Territorio: la nostra storia si lega strettamente all'evoluzione dell'economia e della società sarda. È una storia che nasce nei campi coltivati a grano, attraversa secoli di trasformazioni economiche e sociali e arriva fino ai giorni nostri, con una costante: la volontà di essere un punto di riferimento per i progetti di cittadini, imprese e istituzioni della Sardegna.
Il nostro logo
Il nostro logo è la pintadera, un antico strumento di terracotta usato in epoca nuragica per decorare e marchiare il pane. Non è un simbolo scelto a caso: racconta il legame che ci unisce alla civiltà agropastorale sarda, radicata nella coltivazione del grano e nella tradizione del pane come primo alimento e fonte di sostentamento delle comunità dell'isola.
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Le tappe più importanti della nostra storia
1600 - Le origini: la solidarietà come primo capitale
Nella prima metà del Seicento, in una Sardegna fortemente agricola, nascono i Monti di soccorso (detti anche Monti Granatici), istituzioni create per sostenere le comunità rurali fornendo grano e orzo ai contadini privi di sementi, evitando che fossero costretti a ricorrere all'usura o a compromettere il raccolto futuro.
Il patrimonio dei Monti nasceva da uno sforzo collettivo: in parte dal grano versato dai membri della comunità, in parte dal lavoro gratuito degli agricoltori su terreni scelti dagli amministratori dei Monti.
1767 - Una crescita che parte dal basso
Con le riforme promosse dal ministro Giovanni Battista Lorenzo Bogino, i Monti vengono potenziati e diffusi capillarmente nei paesi della Sardegna. Nel 1780 nascono i Monti nummari, che concedono prestiti in denaro a basso interesse per l'acquisto di animali da lavoro, attrezzature agricole e per sostenere le spese del raccolto: il primo vero sistema diffuso di sostegno all'economia locale.
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1900 - Dalle campagne alle moderne istituzioni di credito
Tra fine Ottocento e inizio Novecento il credito agrario viene riorganizzato: i Monti granatici si trasformano in Casse Ademprivili, poi in Casse Provinciali di Credito Agrario.
Nel 1928, dalla fusione delle Casse Provinciali di Cagliari e Sassari, nasce l'ICAS – Istituto di Credito Agrario per la Sardegna, che raccoglie l'eredità delle precedenti istituzioni e ne amplia l'azione tramite le proprie filiali e le Casse Comunali di Credito Agrario.
1924-1927 - IL PALAZZO DELLA DIREZIONE GENERALE A SASSARI
A Sassari viene completato l'edificio di Viale Umberto, progettato dall'ingegner Bruno Cipelli su iniziativa della Cassa Provinciale di Sassari. Diventerà la sede dell'ICAS e rappresenta ancora oggi uno dei simboli della presenza del Banco di Sardegna nell'isola.
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1953 - Nasce il Banco di Sardegna
Con una legge dello Stato che ridisegna il sistema del credito speciale nel Mezzogiorno, dall'unione dell'ICAS e del precedente Banco di Sardegna di Cagliari nasce il Banco di Sardegna, istituto di credito di diritto pubblico.
La nuova banca eredita dall'ICAS strutture, patrimoni e una fitta presenza sul territorio costruita in oltre tre secoli di storia: ancora oggi numerose filiali sorgono negli stessi edifici che ospitavano i Monti granatici, come quella di Fordongianus, ospitata in un ex monte granatico.
Lo stesso anno, il Banco è tra i protagonisti del Convegno Internazionale sul Credito Agrario, che porta a Sassari alcune delle personalità più autorevoli dell'economia italiana del dopoguerra: il Governatore della Banca d'Italia Donato Menichella, il Ministro delle Finanze Ezio Vanoni, il Presidente della Repubblica Antonio Segni e il medico e futuro senatore Antonio Brotzu. Un riconoscimento del ruolo che il Banco di Sardegna ricopre già allora nel sistema del credito agrario nazionale.
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1955 - Il primo Consiglio di Amministrazione
Il 22 dicembre 1955 si riunisce a Cagliari, in forma pubblica di particolare solennità, il primo Consiglio di Amministrazione del Banco di Sardegna: alla cerimonia di insediamento sono presenti il Presidente della Regione Antonio Segni, il presidentedel Consiglio Regionale Corrias, il sindaco di Cagliari Leo e numerose autorità civili e militari della Sardegna. I lavori proseguono il giorno successivo nella sede di Sassari, sancendo ufficialmente l'avvio della nuova istituzione bancaria.
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1963 - La visita del Presidente della Repubblica Antonio Segni
Il 26 giugno 1963 il Presidente della Repubblica Antonio Segni visita la sede del Banco di Viale Umberto a Sassari, accolto dal presidente del Banco Bozzo. Nel corso della visita, il presidente Bozzo consegna a Segni il "Conto del Monte Granatico della Villa di Zeddiani" del 1772: un documento che lega simbolicamente le origini settecentesche del credito agrario sardo alla banca moderna.
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Anni '50 e '60 - Il Banco accompagna la crescita della Sardegna
Negli anni del boom economico, il Banco amplia rapidamente la propria rete e apre nuove sedi anche fuori dall'isola: il 1957 è l'anno dell'inaugurazione della sede di Genova, mentre l'11 gennaio 1958 apre quella di Roma, con il taglio del nastro affidato al Ministro Campili.
Sono anche gli anni in cui il Banco diventa protagonista della vita pubblica e istituzionale della Regione, tra convegni interni e iniziative economiche e culturali che rafforzano i collegamenti tra la Sardegna e il continente.
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1970 - L'importanza nel mondo dell'artigianato
Viene costituita la Sezione autonoma per il finanziamento di opere pubbliche e di impianti di pubblica utilità. In parallelo, a livello regionale si sviluppa una regolamentazione organica del settore artigiano, per valorizzare mestieri tradizionali e prodotti tipici anche attraverso investimenti in macchinari e tecnologia. In questo contesto, il Banco di Sardegna riveste un ruolo centrale nella consulenza e assistenza alle imprese artigiane.
1992 - Una nuova stagione: la trasformazione in S.p.A.
Dall'8 agosto 1992, in linea con l'evoluzione della normativa bancaria, il Banco di Sardegna si trasforma in Società per Azioni e conferisce le proprie azioni alla Fondazione Banco di Sardegna (oggi Fondazione di Sardegna).
Nascono così due entità distinte: il nuovo Banco di Sardegna S.p.A., che incorpora anche le preesistenti Sezioni Speciali di credito a medio-lungo termine (Agrario, Fondiario, Finanziamento Opere Pubbliche), e la Fondazione, che eredita le funzioni non creditizie del precedente istituto di diritto pubblico.
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2001 - L'ingresso nel Gruppo BPER
In base alla normativa che prevede la graduale cessione, da parte delle Fondazioni, del capitale di controllo nelle rispettive banche, la Fondazione cede il 51% del capitale sociale alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna: il Banco entra a far parte del Gruppo BPER, mantenendo il ruolo di banca di riferimento in Sardegna.
2016 - Un'unica grande banca
Con l'acquisizione della rete di sportelli della Banca di Sassari, il Banco di Sardegna rafforza la propria presenza sul territorio, continuando a sostenere lo sviluppo del sistema produttivo regionale.
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2019-2020 - Il mondo cambia, l'identità resta
Nel 2019 BPER Banca S.p.A. acquisisce il restante 49% del capitale sociale ordinario del Banco dalla Fondazione di Sardegna. Nel 2020, a seguito della conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni privilegiate, il Banco di Sardegna esce dalla quotazione sul Mercato Telematico Azionario.
Oggi - le stesse radici, lo stesso territorio
Dai Monti di soccorso del Seicento alle sfide della finanza contemporanea, il filo che unisce la storia del Banco di Sardegna resta lo stesso: sostenere lo sviluppo del territorio e accompagnare la crescita delle comunità sarde. Oggi facciamo parte del Gruppo BPER Banca, mantenendo il ruolo di banca di riferimento in Sardegna che ci ha sempre contraddistinto.